L’armonia degli opposti, i misteri non rivelati dell’universo femminile si svelano agli occhi di chi si sofferma a guardare le opere di Lara Steffe, artista che sceglie la scultura come arte più adeguata a dare voce al suo pensiero.
Impossibile non percepire la lievità con cui le sue opere si collocano nello spazio circostante. Impossibile non coglierne l’eleganza  e l’armonia.
Giovani donne sembrano danzare seguendo la direzione del vento, altre, più composte, rivolgono lo sguardo altrove, altre ancora, abbigliate come fate, celano verità nascoste.
Ognuna di esse  trasmette un messaggio ed è così che  prende forma tutto ciò che la parola non dice.

 

 

PEN1.jpg
1LARA STEFFE PHOTO.jpg
3lara.jpg

1983-1988 attended the Institute of Art of Pozza di Fassa (Trento) Italy.
1992 graduated at the " Brera's Academy of Art" in Milan, Italy. From 1993 teaching at the Institute of Art of Pozza di Fassa (TN), Italy. Living and working in Moena (TN), Italy. From 1991 taking part in several exhibitions and artistic events. 
From 2004 she participates in some International Symposium of sculpture with different materials such as wood, stone, snow, ice both in Italy and abroad, getting a lot of approvals from the public, several highlighting and prizes.
From 2012 she’s taking part in "PROLOGO" a Cultural Association for the promotion of the Contemporary Arts of Gorizia, ITALY.

2021: she published a book with Laura Scalvenzi entitled "REVELATIONS OF WOMEN OF ART" publishing by Chance Edizioni- Roma

TECNICAMENTE

La scultrice ha percorso un cammino di studio e di pratica che l’ha condotta ad acquisire un linguaggio ed uno stile ben definiti.Evidenti sono l’impegno e l’esercizio costante e continuo che hanno prodotto una sensibile tendenza all’affinamento dei volumi, mentre permane, sin dagli esordi, l’attenzione  per  il particolare e la finitura.Osservando i lavori compiuti emergono alcuni elementi chiave che diventano oramai tratti distintivi nonché significativi.La linea ondulata  è prevalente e definisce contorni sinuosi e  profili ascensionali che smaterializzano le masse e conferiscono armonia all’insieme.Il gesto è ponderato nella distribuzione di parti rifinite e levigate che si alternano a parti sgrezzate, funzionali a riflettere la luce.La foglia d’oro conferisce preziosità ad alcuni particolari, siano essi cavità o corpi femminili. Talvolta, sottili dettagli decorativi hanno lo scopo non tanto di rendere simile al reale il soggetto, quanto di nobilitarlo.La scultura è qui intesa come creazione poiché i limiti imposti dal blocco originario, ancora intuibili nei lavori d’esordio, vengono oramai annullati.

L’IMPLICITO DELL’OPERA
E’ evidente l’intento narrativo che indaga nei segreti dei sentimenti e racconta di un universo femminile multi sfaccettato, monito a guardare oltre la superficie delle persone.
Lara si interroga su  principi universali, in particolare è legata al tema della generazione e considera l’essere umano un tramite tra terra e cielo. Che cosa significhi questo è ben esemplificato nelle sue creazioni.
Opere nelle quali gli opposti si armonizzano, i particolari si completano, i volumi dialogano con l’atmosfera.
Potremmo già raggruppare alcune sculture in serie, infatti, ogni lavoro sembra quasi completare il precedente o aggiungervi qualcosa.
Ciò accade anche quando noi ragioniamo: partiamo da un pensiero, lo svolgiamo, lo analizziamo nei suoi molteplici aspetti  e finiamo col trarne numerose deduzioni.
Così l’universo femminile che prende forma nelle sculture si configura come una sorta di libro aperto, o meglio, di diario, sulle cui pagine sono scritti degli appunti.
Potremmo affermare che ciascun lavoro è una metafora che ci aiuta a cogliere somiglianze inattese con il reale. 
Ciascun personaggio porta con sé un messaggio, a volte un monito. E non è un caso se l’artista pensa anche ad un titolo che non è elemento secondario ma, al contrario, contribuisce a completare il significato.
Esso si configura come una sorta di strumento per dire altro, ovvero l’implicito dell’opera.
In questo elemento, forse,  si esprime l’ambivalenza della metafora, figura retorica per eccellenza che a volte rivela ma altre volte anche nasconde qualcosa che già conosciamo o che ci è proprio.
Perché queste figure sono innegabilmente attraenti e delicate ma sono anche altrettanto forti e sicure. Indubbiamente coscienti del proprio valore.
Brevi esempi confermano quanto detto. Osserviamo i simboli in La luna e lei, il gesto e la postura in Io pergamena degli stolti,  gli stati d’animo espressi in Nell’aria libera o nel corpo rammendato di Ricucimi l’anima.

 ...NON SONO COSI’...
L’attività dello scolpire è costante perché sentita come necessaria per svolgere un percorso centrato sui temi della generazione, del valore dell’ essere umano e del femminile:  Nina, Liquido, Madre, A mio padre, Il mistero della luna, Keiko.................esprimono tutto questo.
Generare è, di per sé, un atto multiforme, è facoltà femminile e maschile.Generare richiede armonia.
L’equilibrio cercato nelle opere è equilibrio degli opposti. Idealmente non dovrebbe esistere conflitto tra materia e spirito; in caso contrario spetterebbe all’essere umano  conciliare le due parti.
Essere umano che, come sottolinea la scultrice, è medium tra il basso e l’alto.
Essere umano che ha un ruolo fondamentale: è tramite, collegamento tra  materia e  spirito, tra terra e cielo.
Probabilmente la percezione del persistente conflitto tra gli opposti, ha indotto l’artista ad indagare.
La sua attenzione si concentra  sul femminile, una dimensione ricca di antinomie.
Ogni donna è, al contempo, ciò che è e ciò che gli altri vogliono vedere; sempre in bilico tra essere ed apparire.
Forse è questo il destino delle cose?
Essere gheisha, o fata misteriosa, o danzatrice spensierata, comunque affascinante agli occhi degli altri  ma, nello stesso tempo, non essere tale; essere ben diversa.
Comprendiamo così il fare di Lara Steffe, la sua scultura meditata, a tratti intima, nella quale evidente è la volontà di renderci  partecipi di una miriade  di emozioni  e ricordi.

BRIDE.jpg
PRINCIPE3.jpg